Vaccinare i bambini: ecco come fare la scelta giusta

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E’ giusto vaccinare i bambini? Quali sono i rischi che si corrono nel somministrare i vaccini? Queste sono senza dubbio le domande più frequenti che un  genitore si pone nel momento in cui deve scegliere se vaccinare o meno il proprio figlio. Poiché possiamo affermare con pacifica tranquillità, scevera da qual si voglia nota polemica, che i vaccini sono obbligatori solo in forma e  per nulla in sostanza.

Al di là di giudizi personali, la questione non è semplice e la circolazione di informazioni non sempre corrette e spesso troppo faziose, non aiuta i genitori a capire la vera sostanza del problema. Di seguito proverò a dare due risposte sensate alle due domande all’inizio dell’articolo con l’aiuto delle dichiarazioni che il Dott. Antonio Clavenna, ha rilasciato al blog del Corriere della Sera.

I rischi dei vaccini nei bambini

Dire che vaccinare i bambini non comporta alcun rischio equivale a mentire e questo lo ha sintetizzato perfettamente il Dott. Clavenna, medico farmacologo, ricercatore presso il Laboratorio per la Salute Materno-Infantile dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”, con queste parole: “Il rischio zero, purtroppo, non esiste, né per i vaccini, né per i farmaci, come nemmeno per le attività che compiamo tutti i giorni. Se dovessimo rispondere alla domanda “uscire di casa è sicuro?”, quale sarebbe la nostra riposta?”

Vaccinare i bambini: ecco come fare la scelta giusta

Assunto che i vaccini possono avere degli effetti collaterali, da quelli più comuni e lievi che durano un paio di giorni, ai casi più gravi come le febbri convulsive o reazioni anafilattiche, per decidere se vaccinare o meno il proprio bambino va considerato un altro dato importante. Si tratta dei rischi che si corrono nel caso in cui si contraesse la malattia per cui si è scelto di non somministrare il vaccino.

 

Altra cosa importante quando si parla dei rischi correlati alla somministrazione di vaccini nei bambini è quella di distinguere bene tra rischi riconosciuti dagli studi epidemiologici (quelli sopra citati) e quelli per così dire presunti per cui non è stato possibile rintracciare alcun legame certo di causa ed effetto (come tra il vaccino MPR-morbillo, parotite, rosolia e l’autismo).

A cosa servono i vaccini?

Infine va considerato che negli anni grazie ai vaccini sono state debellate molte malattie (come il vaiolo, la poliomielite e il tetano) e che grazie alla così detta “immunità di gregge” i più vaccinati proteggono anche quelli che non lo sono, impedendo il diffondersi delle malattie: motivo per il quale in Italia è diventato poco probabile ammalarsi di morbillo. Ma bisogna tener presente che se il numero dei vaccinati comincia a scendere la probabilità di ammalarsi comincia ad aumentare inesorabilmente.

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rischi dei vaccini

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