Vaccino antitetanica: quando si fa, quanto dura e controindicazioni

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Quando si fa il vaccino antitetanica è una delle domande più frequenti, poiché nell’immaginario collettivo siamo portati a credere che ogni qual volta ci tagliamo con un ferro, sia arrugginito che no, dobbiamo correre immediatamente in ospedale per farci somministrare il vaccino. In realtà sono tante le cose da sapere: per cominciare nel nostro paese il vaccino è obbligatorio per tutti i nuovi nati.

Al terzo mese di vita viene somministrata al neonato la prima dose, la successiva al quinto e la terza al dodicesimo. Successivamente verrà somministrata una nuova dose intorno ai 5 anni, prima dell’ingresso alla scuola primaria, e poi si dovrà effettuare il richiamo una volta ogni dieci anni. Se si ha questa attenzione potenzialmente saremmo tutti immuni dal tetano e in nessun caso potremmo correre il rischio di contrarlo.

Perché è importante rendersi immuni dal tetano

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Quando si fa il vaccino antitetanica è bene conoscere i rischi a cui si potrebbe andare incontro nel caso in cui si contraesse la malattia. Il tetano è una malattia che colpisce i muscoli e i nervi dell’organismo ed è classificata come una patologia grave. A provocarlo è un batterio che si trova spesso nel terreno e che entrando in contatto con una ferita produce una neurotossina, che si chiama tetanospasmina, che provoca spasmi muscolari.

Questa malattia se non curata potrebbe essere fatale per collasso cardio-respiratorio, ovvero per l’impossibilità di respirare a causa della paralisi progressiva della muscolatura. Di solito i primi sintomi della malattia sono proprio gli spasmi muscolari accompagnati dalla difficoltà di deglutire.

E’ per questo che è importante rinnovare la somministrazione del vaccino ogni dieci anni, tempo in cui gli anticorpi prodotti dalla dose precedente cominciano a diminuire. Ad ogni modi in caso di incidenti in seguito a cui si è verificata una ferita o una lesione, la profilassi prevede la somministrazione obbligatoria del vaccino.

Le controindicazioni e gli effetti collaterali dell’antitetanica

Di solito si sconsiglia la somministrazione del vaccino a chi manifesta reazioni allergiche ad una delle componenti del siero, e nel caso in cui si è affetti da malattia infettiva o febbre. Particolare attenzione va posta con i soggetti che soffrono di convulsioni o di malattie autoimmuni. Gli effetti collaterali non sono preoccupanti e di solito si limitano al rossore e l’indolenzimento della zona dove viene fatta la puntura, in casi più rari può comparire la febbre.

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